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Porta Portese

Porta Portese

Roma è annunciata da una lunga serie di porte tra cui compare Porta Portese: nella prima metà del Seicento, Papa Urbano VIII ordinò la demolizione di Porta Portuensis che si collocava più di quattrocento metri a Sud della porta attuale. Fu Papa Innocenzo X a stabilire lo spostamento della stessa lì dove ancora oggi è possibile osservarla e affidò il lavoro a Marcantonio de Rossi.

Dunque Porta Portese ha sostituito la più antica Porta Portuensis, appartenente alla cinta muraria romana delle mura aureliane: non lontano dal Tevere e da Via Portuense, essa, collocandosi nel primo tratto di mura, era inclusa a pieno titolo tra le porte meridionali della suddetta cinta muraria e ha subito nel corso del tempo una lungo processo di interventi e modifiche.

Porta Portuensis venne fatta distruggere da Papa Urbano VIII così come tutte quelle che portavano al Gianicolo e che si affacciavano sulla sponda destra del fiume Tevere. Nel diciassettesimo secolo fu sostituita da Porta Portese grazie a Papa Innocenzo X il quale fece in modo che sulla facciata ddlla costruzione apparisse il suo stemma ornato da colonne e nicchie.

Oltre a Porta Portese ricordiamo anche Porta del Popolo (che tradizionalmente costituiva la porta di ingresso a Roma per gli stranieri giungenti da Nord), Porta Salaria, Porta Pia (realizzata a partire dalla seconda metà del Cinquecento su disegno di Michelangelo), Porta Maggiore, Porta San Giovanni, Porta Metronia (che ha subito rinnovi nel dodicesimo secolo), Porta San Sebastiano (da dove ha inizio il bastione del Sangallo) e Porta San Pancrazio, sul Gianicolo.

Da questa porta di origina il nome di una importantissima via romana, Via Portuense che oggi accoglie nel suo tratto iniziale il famoso mercatino di Porta Portese, svolto la Domenica mattina.

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